Si legge in pochi secondi…

Ve lo giuro.

Non siate più pigri di così,

Cliccate sul link!

Non si parla solo di lega e di Salvini, ma anche dello scandalo di Cambridge Analytica, di GDPR, della piattaforma Rousseau, di trolling, di fashion bloggers in Instagram, di pubblicità e propaganda in Facebook…

“You can take the monkey out of the jungle, but you can’t take the jungle out of the monkey.”


“Puoi portare via la scimmia dalla giungla, ma non puoi portare via la giungla dalla scimmia.”


È un proverbio bellissimo che, da quello che vedo nella rete, viene spesso usato con intenti razzisti nell'area WASP degli Stati Uniti, quella dei bianchi, anglosassoni e protestanti che votano Trump e hanno nostalgia degli schiavi piegati nelle piantagioni e inceneriti nei roghi del Ku Klux Klan.

A me, invece, questo concentrato di saggezza popolare fa pensare a un legame forte con le proprie origini, un discorso sacro di “roots”, di radici… Leggendolo mi viene da ripensare all'impossibilità di cancellare i profumi, i panorami, le favole, i suoni e i sapori della nostra infanzia; i luoghi della memoria che continuano ad abitarci per sempre, ovunque ci porti il cammino della nostra vita.

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Il resto, se la cosa vi interessa, lo potete leggere seguendo il link qua sopra, con sottofondi di canti che vagano tra Napoli, l'America e la Russia.

ilfascinodelvago:

La pubblicità è il commercio dell'anima

Marcello Marchesi

(via forgottenbones)

"Una pubblicità di una serie di libri di sfide matematiche recita ripetutamente come sono solite fare le pubblicità: “Se una mela costa un euro più la metà del suo prezzo finale, quanto costa?”
Troppo, caspita, costa troppo!
Praticamente, viene quanto un’anguria di 5 chili a 40 centesimi al chilo, se faccio bene i miei conti!"

— Dal mio Faccailibro

(Fonte: facebook.com)

Dire “pubblicità ingannevole” è come dire “gelato freddo”, no? (Alberto Montt)

Dire “pubblicità ingannevole” è come dire “gelato freddo”, no? (Alberto Montt)

Parla lo studente che era diventato il re del finto giornalismo a base di caccia all'immigrato online. Il suo sito, oggi chiuso dalla polizia postale, si era trasformato in una terra promessa per gli aspiranti Ku Klux Klan all'italiana. «Le mie notizie erano palesemente false. Ma diventavano immediatamente virali. E io guadagnavo sempre di più»

Un articolo di Maurizio di Fazio pubblicato sull'Espresso l'anno scorso, ma ancora attuale.

Da Facciabuco
"L’ho già detto, l’ho già scritto, ma ogni volta che lo rivedo mi incazzo e divento veramente cattivo. Se avessi sotto mano i pubblicitari che hanno inventato quello spot gli farei uno di quei mazziatoni che ricorderebbero per tutta la vita.
“Buoni da diventare cattivi”.
Ma c’era davvero bisogno di un messaggio del genere in un paese già così egoista ed egocentrico di suo? Non ci bastavano i modelli machiavellici e furbastri del primo ministro di questa repubblica dei furfanti e dei volponi? Ma porca miseria, dovevano proprio incattivirmi e amareggiarmi pure la cioccolata?"

http://aitanblog.wordpress.com

"

Da napoletano internazionalista e tifoso di Pepe Mujica, sono contento per l'Uruguay.

Scherzo, cerco di sdrammatizzare, ma in realtà sono molto dispiaciuto… per gli sconti al Carrefour.

Sembrano molto dispiaciuti anche i corrispondenti Rai. Si conclude in anticipo la loro vacanza in Brasile.
Brigitte Bardot, Bardoooo…

"

Kevin Johansen, “Logo”

(by KevinJohansenVEVO)

Generation Logo…‘Até’, Até Logo
Todo tiene Logo… ‘Ya tein’, ya tein Logo
Veneration Logo… 'Axé’, axé Logo
Si no tiene Logo, falta poco, saravaravá!

Manteca, chuleta, buseca… 'Ya tein Logo’!
Carlito, Robinho, Dieguito… 'Ya tein Logo’!
Mengano, Fulano, Caetano*… 'Ya tein Logo’!
Todo tiene Logo, até logo, saravaravá!

Coraza, coração, coragem… 'Ya tein…’
Saraza, bobaza, bobagem…
Su tio, mi hermana, tu abuela…
Si no tiene Logo, falta poco, saravaravá…

(Fonte: youtube.com)

Alberto Montt
“Dire pubblicità ingannevole è come dire gelato freddo…”

Alberto Montt

“Dire pubblicità ingannevole è come dire gelato freddo…”

"Trovo pessima l'ultima campagna pubblicitaria dei cioccolatai italiani. Quella tutta incentrata sulla cattiveria. Un segno e un catalizzatore della società edonista, narcisista ed egoista in cui viviamo. La trovo così brutta e cattiva che mi viene voglia di boicottarli. Molto peggio dell'uscita infelice contro le famiglie gay nella pubblicità."

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Angel Boligán Corbo

Angel Boligán Corbo