Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione.
Questa di Marinella è la storia vera,
lavava i piatti da mattina a sera
e un uomo che la vide così brava
pensò di farne a vita la sua schiava.
Così, con l’illusione dell’amore,
che le faceva batter forte il cuore,
s’inginocchiò davanti a quell’altare
e disse tre volte “sì” per non sbagliare.
Lui ti guardava mentre pulivi,
forse leggeva mentre cucinavi;
te ne accorgesti senza una ragione
che la sua casa era la tua prigione.
C’era la luna e ancora non dormivi,
dopo l’amor no, tu non dormivi:
sentisti solo sfiorare la tua pelle,
lui ebbe tutto e ti girò le spalle.
Dicono che spesso con cipiglio
lui ti chiedesse un figlio;
tu eri stanca, grassa ed avvilita,
avevi solo figlie dalla vita.
Ma un giorno, mentre a casa ritornava,
vide una mostra che la riguardava:
cambiare poteva la sia condizione
col Movimento di Liberazione
cambiare poteva la sua condizione
Quello che io penso sia utile è di avere il governo il più vicino possibile a me e lo stato, se proprio non se ne può fare a meno, il più lontano possibile dai coglioni.
— Fabrizio de Andrè. 12 anni dalla sua scomparsa. (via
filippocioni)
Les Luthiers è un gruppo di musica-commedia proveniente dall’Argentina. Si formarono nel 1967, nel momento di massimo splendore di attività dei cori delle università di stato argentine.
In pratica, si tratta di artisti della parodia dotati di una verve che ricorda Petrolini, Nino Taranto, il Quartetto Cetra, i Gufi e la Banda Osiris, tanto per fermarsi a qualche glorioso accostamento paesano; ma ad un attento ascoltatore salta all’orecchio l’ascendenza al filone ebraico che va dai Marx Brothers a Woody Allen, nonché alla popolarizzazione dell’ebreo che ride resa da Moni Ovadia per il pubblico italico.
Incidentalmente, da amante dell’umorismo ebraico, sento che questo contesto mi offre il destro, ed anche il sinistro, per rilanciare verso Israele un vecchio proclama del rabbino Marc-Alain Ouaknin che suonava più o meno così: “Faites l’humour, pas la guerre”. Sì, caspiterina, infervorati cugini israeliani, fate l’umorismo, o l’amore (come dicevasi alla vecchia maniera), non la guerra (come si fa ormai pallosamente da secoli e secoli)! Ma so già che il mio appello suonerà naïf o, come usa dire, “buonista”, e tutt’al più avrà lo stessa carica di convinzione dei richiami del papa, dell’ONU e di Mafalda. Tanto per citare un altro tipico prodotto argentino come il mate, la milonga ed il debito pubblico.
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E’ un brano tratto da un mio noioso post di 3 o 4 anni fa (il resto parlava di De André, Villaggio e Carlo Martello in versione nostrana e castellana). Ma oggi mi è tornato in mente, e so perché.
13 mila preferenze a Renzo Bossi; Mediaset e Mondadori divise tra Marina e Piersilvio; John Elkann a capo della FIAT; Cristiano che canta le canzoni di De André padre; figli di pooh che escono da ogni dove…
Papà faceva il ferroviere, spero che prima o poi me lo facciano portare un treno pure a ‘mme…