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Thu
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Ma dopo è peggio: “Una volta ho spremuto il seme da solo per pura felicità di solitudine, giù da uno scoglio salito fino in cima. Stanco di nuoto, irrigidito di freddo ero montato lassù dove c’erano spine, lucertole, sterco di gabbiani e la terra scottava. Misi la schiena sull’aspro suolo e il calore mi prese tra il sole di sopra e il terreno riarso. Il fiato si allargò profondo, il sesso s’inorgoglì di una sua gioia e il seme rotolò nelle polvere alla cieca”.

Uè, De Luca, tu una pippa ti sei fatta e ne stai facendo una poesia scema. Spremere il seme? E che cos’è un limone? Il sesso s’inorgoglì? Essì, l’orgoglio del cazzo. Ma come ti vengono certe espressioni? È pudore? Una pippa è una pippa è una pippa, potremmo dire parafrasando la Stein. E hai pure scelto un posto scomodo assai per sparartela.

L’isola è una conchiglia

(via residuosecco: aleinolanda)